Imparare a capire.

Capire tante cose.

Non so se è a causa di queste che non stiamo più insieme, però mi viene naturale pensare che qualcosa lo stavo effettivamente sbagliando.

Sto capendo che non mi costava niente essere meno scorbutica o risponderti in maniera meno brusca. A volte.

Sto capendo che avrei potuto darti 1000 baci in più al giorno, perché in fondo era quello che volevo.

Sto capendo che la solitudine non mi fa paura, ma in due si sta meglio.

Sto capendo che io da sola so e posso fare tutto, ma farlo con te era più divertente.

Sto capendo che a volte ero davvero insopportabile, e ti sfiancavo per cose di cui non mi importava veramente, lo facevo solo per tenere il punto.

Sto capendo che più passano i giorni e più diventa difficile, per me, pensare che ci sia ancora qualcosa di recuperabile per noi.

Sto capendo che è da tempo che desidero da te un grande gesto, ma allo tempo che non è detto che se mai questo gesto arriverà a me basterà.

Sto capendo che impedirmi di scriverti è ogni giorno più difficile.

Sto capendo che lottare per amore è la cosa più difficile che esista; nessuno te la insegna, nessuno ti dice come fare, e soprattutto a volte ti tocca combattere da sola perché dall’altra parte si chiudono tutte le vie di comunicazione.

Sto capendo che si sopravvive a tutto, anche alla perdita dell’amore della vita.

Ma sapere di averlo perso forse solo per incomprensioni e a quanto pare capire che entrambi lo rivorremmo, non ti fa affatto stare meglio.

Oggi siamo stati più vicini di quanto potessi immaginare fino a poco tempo fa…e tu probabilmente non lo saprai mai.

Non saprai che sono passata più volte davanti al tuo negozio, fingendo indifferenza ma continuando a buttare l’occhio per vedere se scorgevo un pezzetto di te.

Vorrei capire che effetto mi fa rivederti.

E non ho pensato nemmeno per un attimo a cosa poteva succedere se io vedevo te o tu vedevi me.

Non ho pensato che non più tardi di 5 giorni fa ti scrivevo di lasciarmi in pace.

Non ho pensato che avrei potuto vederti felice, spensierato, sereno.

Non ho pensato che mi sarei potuta ri-innamorare o disinnamorare nel giro di una frazione di secondo.

Non ho pensato che il mio cuore sarebbe potuto andare in frantumi, lì sulla scale mobili di quel centro commerciale.

Ho solo pensato che avevo voglia di vederti, e di vedere il tuo sorriso.

Volevo vederti, dovevo vederti.

E non ti ho visto.

Me ne sono tornata a casa con la mia voglia ancora intatta, con le mie farfalle sempre nello stomaco, sempre al solito posto.

E Dio solo sa il bisogno che avevo di vederti, anche solo da lontano, anche solo di sfuggita.

Ma tanto tu non lo saprai mai.

Se dovessi fermarmi ad ascoltare e credere alle parole che dici, dovrei essere già tra le tue braccia.

Ma non posso, non questa volta.

Non posso pensare che mi darai ancora per scontata o che mi farai pagare pegno per una stupidaggine che ho commesso.

E sì, ammetto che è stata una stupidaggine, ma sai una cosa? La rifarei.

La rifarei cento volte perché è stata la prova del fuoco e la scusa che ti serviva per andartene.

E io non voglio stare insieme a te se tu non vuoi.

Non voglio costringerti.

Voglio che tu abbia bisogno di stare con me almeno quanto hai bisogno di respirare.

Voglio che il rigirarti nel tuo letto vuoto ti sia più insopportabile del pensare a me che ho dormito con un altro.

Quindi per evitare di ucciderci ancora, per l’ennesima volta, ho dovuto fare la dura, la fredda, risponderti a male parole, quando l’unica cosa che volevo era poterti rivedere. Abbracciare. Annusare. Toccare.

È l’ultima prova. Spero che lo capirai.

Perché davvero inizio a non farcela più.

Ti prego, capiscilo.

Capisci che la tua scelta sono io e vieni a prendermi.

Ci sono state delle cose facili e dei momenti belli, come quando stamattina ero in accappatoio dopo la doccia, bevevo il mio tazzone di caffè e pensavo che da lì a poco lui sarebbe arrivato come tante volte negli anni scorsi.

Ci sono stati dei momenti un po’ più difficili, come quando mi sono dovuto fare violenza per non scrivergli, non chiamarlo, fare finta che non esistesse.

E poi ci sono delle cose che mi squartano e semplicemente penso non riuscirò ad accettare mai.

Come quando, per tutta la giornata, ho sentito un vuoto enorme accanto a me.

Merry Xmas

Non è che mi manchi in queste feste.

E’ che semplicemente sono qui, come sospesa, ad aspettare che tu arrivi e ti presenti con il sorriso meravoglioso che mi riservavi quando non vedevi l’ora di vedermi.

Sono qui a pensare che sarà il secondo Natale senza te. E io non so proprio come essere felice a Natale senza te.

Avrei solo voglia di correre da te, e guardarti. Guardarti mentre mangi, mentre scarti i regali, mentre abbracci tua nonna o tuo fratello. Mentre cerchi con lo sguardo qualcuna che non c’è.

E forse sotto sotto spero che tu stia facendo la stessa cosa, che tu possa essere in un punto da cui puoi guardare nella mia finestra

Se così fosse, capiresti che non sono più io, che la mancanza che sento mi logora, non mi fa essere felice nè serena. Mi hai annientata, e nemmeno in questo giorno che di solito adoro riesco a fingere di stare bene.

In un anno può succedere di tutto.

Puoi essere lasciata.

Ti puoi innamorare.

Puoi dare un sacco di esami o rifare lo stesso mille volte.

Puoi leggere dei libri orrendi fortunatamente seguiti da una miriade di libri fantastici.

Puoi imparare a districarti per strade sconosciute e partire da sola per l’esperienza più fantastica della tua vita.

Puoi andare all’Oktoberfest e farti rubare il portafogli come una babba ma passare comunque un week end fantastico.

Puoi fare mille e più aperitivi alcolici e quella cosa che vedranno solo in pochi.

Puoi tornare ad avere una palla di pelo per casa.

Puoi perdere delle persone che evidentemente non erano così vicine, limpide, amiche, ma ne puoi trovare delle altre ancora più sorprendenti.

Puoi alternare giorni tristi a giorni euforici.

Puoi aspettarlo con impazienza e poi non vedere l’ora che finisca.

La cosa più bella però è che in un anno hai tutto il tempo per poterti perdere, ritrovare, reinventare o semplicemente essere chiunque tu voglia.

Pensare che forse ne stai uscendo…

…e sentire il profumo di un mandarino.

Una cosa semplice. Banale. Quotidiana.

Ma essere trasportata di lampo in tutti gli inverni passati insieme, quando tu mangiavi i mandarini e lui intagliava la buccia componendo sbilenche amorevoli scritte.

“Nic”.

“Auguri”.

“Ti amo”.

Finalmente.

Finalmente ho il letto tutto per me.

Finalmente non devo più chiamarlo mille volte la mattina per farlo alzare.

Finalmente basta chiacchiere estenuanti prima di dormire.

Già, finalmente.

Peccato che odi il mio letto così vuoto.

Che fa tristezza la sveglia che suona solo per me.

Che adoravo scambiarci pezzi di vita prima di chiudere gli occhi.

Non c’è bisogno di parole.

Goodbye kiss.

E alla fine è passata anche la giornata di oggi.

Una giornata in cui a momenti sono stata letteralmente schiacciata dal peso dei ricordi, e in cui non ho provato nemmeno a fare finta di essere felice. Che tanto non ci avrebbe creduto nessuno.

Sono stropicciata, accartocciata, svuotata, sono solo una imitazione pallida e più incazzosa della me stessa che ero prima.

Prima di cosa?

Mah.

Non so nemmeno se prima di uno dei suoi numerosi addii. O prima di rendermi conto che non avrebbe nè lottato per me nè tantomeno cambiato una virgola delle sue odiose abitudini.

Forse semplicemente prima di rendermi conto che non ne valevo la pena.

E lo so che è finita, che dovrebbe imperare l’orgoglio, che se lo vedessi davanti a me l’unica cosa saggia da fare sarebbe tirargli uno schiaffo; però oggi non ce l’ho fatta.

Oggi era la nostra giornata. Quella in cui dopo un gelido pomeriggio passato tra le bancarelle della sua città, di fronte ad un McDonald’s, imbarazzati più che mai, ci siamo baciati e ci siamo messi insieme. La giornata che abbiamo festeggiato e ricordato per 8 anni, che adoravamo.

Quindi sì, oggi ho pensato a lui non da arrabbiata, ma da innamorata.

E ho sentito proprio un vuoto fisico al centro dello stomaco, una sensazione di stordimento e nausea, di malessere e malinconia; perchè per quanto l’amore si sia trasformato in odio, lui è l’unica persona al mondo che ho amato e che amerò. E allo stesso tempo, l’unica persona che non potrò più avere.